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La Nascita della Design Makers

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La Nascita della Design Makers

Design Makers, in italiano significa “Creatori di Design”, un nome importante e ambizioso. L’ambizione è il destino che spetta di diritto ai sogni lasciati a marinare nel cassetto per anni e anni: una volta che si decide di farli uscire, quelli sono pronti per essere già grandi.

Quel cassetto apparteneva a un ragazzo diventato designer in giovanissima età. Circondato, come tutti i giovani professionisti dell’ultimo ventennio, dalle difficoltà di un paese in crisi e dalle scoraggianti frasi e discorsi che lo invitavano a lasciare l’Italia. A non credere di poter trovare la giusta espressione di sé nel proprio paese d’origine.

Appena laureato in Design d’Interni e Design industriale alla Quasar Design University di Roma, e avendo conseguito un Master in Architettura virtuale, questo sognatore inizia subito a collaborare con diversi architetti, specializzandosi nella progettazione di locali per la ristorazione. Ma è quando inizia a lavorare nel laboratorio tecnico dell’Università la Sapienza che esplode la sua passione per i dettagli, la sua voglia di non fermarsi alla progettazione ma di assecondare le vie percorse dalla fantasia fino alla sua forma più reale: la realizzazione fisica delle idee.

Di quel laboratorio poi diventa anche responsabile, gestendo direttamente la produzione di prototipi, plastici architettonici, gadget e piccole componenti d’arredo che non sapeva ancora, allora, gli avrebbero fatto da apripista per il suo futuro. Con le idee ben chiare su chi è e cosa ama fare, parte per Londra, consolidando la sua esperienza di Designer in Inghilterra, nella terra delle opportunità. Lavora senza sosta nel dipartimento di progettazione dell’AMT Coffee di Londra, fino a raggiungere la posizione di Project Coordinator.

Poteva restare lì, dove tutto era “più facile” e le voci scoraggianti non esistevano. Ma quel cassetto, una volta che è riempito, diventa come il richiamo delle sirene per Ulisse: un suono incessante che difficilmente smette finché non lo si apre. Così, senza neanche un ripensamento, ritorna in Italia e prende in mano quel sogno.

Comincia ad assaporarlo, a vagliarne le opportunità e le possibilità, a trasformarlo in qualcosa di fattibile. Insomma: inizia a progettarlo nei suoi minimi particolari, con la testa di chi vuole realizzare l’impossibile. E come chiamarlo? Design Makers. Sì. Un luogo dove si prende un sogno, una necessità, la si tira fuori da un cassetto e senza ascoltare nient’alto, gli si dà forma e sostanza. Fino a farla diventare una grande e splendida realtà.